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martedì, 01 luglio 2008

Torniamo a parlare di Alitalia, emblema di un paese malgovernato e dilapidatore di risorse.

(ASCA) - Roma, 30 giu - L'Alitalia costa cara ai contribuenti italiani, ovvero 5 miliardi e 187 milioni di euro, tra ricapitalizzazioni e prestiti. Lo sostiene l'Aduc che fa il conto delle operazioni che hanno riguardato la compagnia di bandiera negli ultimi 10 anni, che, afferma l'associazione dei consumatori, hanno fatto registrare ''salassi a carico del contribuente che, oltre a pagare il biglietto, si e' trovato sul groppone anche gli aumenti di capitale e i prestiti disposti dai vari Governi, di centro-sinistra e di centro-destra, segno che a nessuno interessavano le sorti della nostra 'compagnia di bandiera', nonostante le roboanti dichiarazioni''.

L'Aduc parte dal primo Governo Prodi, quando nel 1998 venne avviata una ricapitalizzazione per 3.000 miliardi di lire (1.549 milioni di euro).

Si passa al 2002, con il secondo Governo Berlusconi, nel 2002, con un aumento di capitale da 1.432 milioni di euro, per arrivare a un prestito ponte da 400 milioni nel 2004, fino all'aumento di capitale da 1.006 milioni di euro del 2005 e al ricorso al mercato obbligazionario per oltre 500 milioni di euro e all'ultimo prestito ponte da 300 milioni di euro concesso dal precedente Governo, nel 2008, convertito in conto capitale dall'attuale Governo.

''Totale - conclude l'Aduc -: in 10 anni l'Alitalia e' costata allo Stato, cioe' a noi contribuenti, qualcosa come 5 miliardi e 187 milioni di euro, tra ricapitalizzazioni e prestiti. Nel 2007 Alitalia ha chiuso il suo diciannovesimo bilancio in passivo (su venti anni). Ci aggiungiamo che nel 2001 una azione Alitalia valeva 8,5 euro, oggi vale 0,4 euro.

Un capolavoro, che credo ora si chiuderà degnamente con il piano che Berlusconi sta per portare a termine che prevede molti più esuberi della soluzione Air France che lui ha fatto saltare in campagna elettorale. Anche il fallimento purtroppo è un'ipotesi sempre più vicina.

postato da: poscente alle ore 11:36 | link | commenti
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