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giovedì, 09 ottobre 2008

elementari_g
« L'Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. »
(Umberto Terracini)

 

 

Articolo tre della Costituzione Italiana,

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

gelli

Lo scontro è in pieno corso. Gelli può ben dire che sta vincendo, i suoi alfieri sono al governo e non solo, ha appoggi anche nella finta opposizione di alcuni.

Articolo 3 è la nostra parola d'ordine. Un articolo dove c'è l'anima della costituzione. Un programma politico da qui all'anno 80.000.

Un articolo magnifico dove c'è l'Italia, l'Europa, il mondo che sognamo noi, che sognano tanti americani che si apprestano a votare Obama Presidente, tanti esseri umani vittime dell'ingiustizia, della crisi di un sistema basato sull'avidità e sui consumi materiali, che ha perso il contatto con la natura, con i suoi equilibri, con la propria essenza.

Ci sono due foto in questo post, quella del futuro e quella del passato e del presente di questa Italia. Guardiamo la prima, i bambini della nuova Italia, ma non dimentichiamoci del pericolo che corrono se vincono ancora i nemici della libertà e della democrazia che purtroppo stanno occupando, con il consenso di troppi dormienti, il potere.

postato da: poscente alle ore 20:31 | link | commenti
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mercoledì, 08 ottobre 2008

borgonorgonovo1

Un pensiero ai tanti Borgonovo che soffrono davvero. Queste sono le crisi difficili, il resto si risolve.

Un pensiero ai tanti che come stasera Baggio e Ronaldinho fanno qualcosa di piccolo ma utile per dare una speranza a chi soffre.

Questa foto è il calcio che mi piace, il calcio come momento di crescita e speranza.L'anima dello sport come dovrebbe essere inteso, sempre.

postato da: poscente alle ore 21:15 | link | commenti
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"Eventuali interventi di ricapitalizzazione delle banche che non troveranno investitori sul mercato verranno prodotte dal Tesoro attraverso la sottoscrizione di azioni privilegiate senza diritto di voto" ha detto Berlusconi.

Spiego, le Banche hanno debiti che non coprono quindi i soldi glieli darà lo Stato (stanziando all'uopo un'intera finanziaria, 20 miliardi di Euro) e mentre questo negli altri paesi avviene dietro stringenti norme per la gestione di queste banche su stipendi dei manager , bonus, scelta del management, da noi invece avviene così, senza diritto di voto, cioè senza metter bocca sull'operato di coloro cui andiamo a parare la poltrona e le ricche prebende.

Sarà un autunno difficile, e l'inverno sarà ancora peggiore. Scontiamo l'inadeguatezza del nostro paese, può però essere l'occasione di grandi cambiamenti e di un rinnovamento generale, culturale e di classe dirigente, dell'Italia. Damose da fà...come diceva il Papa polacco.

postato da: poscente alle ore 20:36 | link | commenti
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alba

 

BUONGIORNO ITALIA, BONJOUR EUROPE!!!!

Coraggio, le borse non son tutto, e di crisi ne hai passate tante. Ti accusano di essere vecchia, ma in realtà sei ricca di storia. E poi dopo la notte arriva sempre il sole e l'alba inizia un nuovo giorno, tutto da vivere....

postato da: poscente alle ore 06:17 | link | commenti
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lunedì, 06 ottobre 2008

titanic_

Si chiude un classico lunedì nero, davvero nero per molti versi.
Non solo per il crollo delle borse, che non sarà il primo e nemmeno l'ultimo. Parlerò di questo però, tralasciando altri aspetti neri della giornata odierna..

Assistiamo al naufragio del liberismo come religione, del pensiero unico neo liberista che ha imperato negli ultimi vent'anni, facendo sognare che la ricchezza sia qualcosa che può crescere indefinitamente ed infinitamente per tutti. Non è così. Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
Il peso della finanza nell'economia è enorme, lo sappiamo. Eccessivo, sotto molti punti di vista, ma questo è il sistema dell'odierno capitalismo finanziario e postindustriale.


Il terremoto è in corso, c'è la speranza che le scosse di assestamento non siano forti e la consapevolezza che presto si potranno  vedere come in un vero terremoto i danni e come chi si è attrezzato riuscirà a riprendersi in fretta e chi invece lo è meno probabilmente si lascerà andare per lungo tempo tra le rovine.
A livello politico c'è un articolo interessante dell'odierna edizione di Le Monde, che si interroga sui motivi per i quali la sinistra socialdemocratica europea, che oggi avrebbe mille argomenti per affermare il proprio pensiero, nella realtà non riesca a farlo.


Ha abiurato a buona parte della base del suo pensiero, si è accodata al pensiero dominante ed oggi, quando invece la realtà sbugiarda il liberismo degli ultimi 20 anni e riporta lo Stato come soggetto fondamentale nel funzionamento dell'economia (e non solo, come nell'ottica liberista,mero garante del quadro istituzionale), la sinistra europea non appare credibile nel difendere quelli che erano le basi del suo pensiero, in ritardo rispetto alla costruzione di quel nuovo pensiero della sinistra del 21 secolo che oggi più che mai è essenziale, non solo per la sinistra ed i lavoratori, ma per il futuro della democrazia stessa. Questo pensiero non può fare a meno dei cardini del miglior pensiero liberalsocialista.
Quindi siamo nelle mani dei Sarkozy , dei Berlusca nelle pause tra una disco e un week end in spa, delle Merkel e dei Brown.
Mi perdonerete se penso che non siano le mani migliori...

Soprattutto perchè quello che accade ha cause che affondano nel pensiero che molti di questi continuano a condividere. Il pensiero che ha portato questo mondo a mobilitarsi per il crollo delle borse e non a far altrettanto di fronte ai milioni di sofferenti e di morti per la fame e le epidemie, crisi tremende almeno quanto quella degli indici delle borse.

Chiudo felicitandomi per il passaggio di Maria De Rosario, candidata del PT di Porto Alegre, al secondo turno per l'elezione del Sindaco di quella città cui sono legato per molti motivi. Se al secondo turno riuscirà a convogliare e unire i voti della candidata del PC do Brasil, terza piazzata, ci sono tutti i motivi per pensare che possa farcela e far tornare il PT alla guida della capitale del Rio Grande Do Sul.

In Brasile, particolare da non trascurare, hanno votato 120 milioni di persone con sistema elettronico. Un esempio di democrazia avanzata che deve farci riflettere.

postato da: poscente alle ore 20:29 | link | commenti
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sabato, 04 ottobre 2008

Oggi è un giorno particolare. Il 4 ottobre è San Francesco, e da sei anni a questa parte ho una fede particolare nei valori espressi da questo Santo. Amore per la natura, per la semplicità, per i silenzi, per i viaggi, per il nostro prossimo.

tau

San Francesco ha vissuto la sua illuminazione di fronte al crocefisso nella chiesetta di San Damiano, non lo sapevo fino a sei anni fà quando, nella notte di San Francesco, ho vissuto una delle illuminazioni più forti della mia vita. Oggi ho festeggiato insieme ad alcune persone care quella illuminazione, fatta di un bambino, di una mamma, di un reparto di neonatologia dove ho riscoperto, con lui e con i piccoli che cominciavano le loro vite in incubatrici tra macchinari e flebo, quanto sia semplice e meravigliosa la vita, e quanto ,spesso, se ci perdiamo dietro cose vane, non sappiamo godere di quegli attimi che non tornano più.

Per questo, nonostante il tempo non proprio perfetto, questa giornata l'ho voluta trascorrere all'aperto e nel verde, in un parco che sorge da un'area recuperata al degrado. Per pensare che comunque, dove c'è desolazione, può rifiorire il verde, gli alberi, i fiori.

Questa è l'Italia di oggi, un paese che è sempre più desolatamente barbaro, vuoto, avvolto in se stesso. Questo governo ne è lo specchio, nel tanto male e nel poco bene..

Sono convinto che da questo però possa rifiorire un paese dove la cultura, l'arte, la scienza, il cosmopolitismo diano luogo ad  un nuovo umanesimo italiano ed europeo. Un rinascimento che spero con tutto il cuore di vivere con le persone che amo e che auguro al mio paese, oltre che a me stesso.

Al momento però, come scrivevo a un amico di blog, siamo ancora alla fase della speranza.Già è qualcosa.

postato da: poscente alle ore 22:09 | link | commenti
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mercoledì, 01 ottobre 2008

Si chiude il 1 ottobre, che una volta era il primo giorno di scuola. Oggi  a scuola si inizia prima, a settembre, ma ci sono facoltà che aprono oggi i loro corsi, come quella di Ingegneria a Roma Tre, dove quest'anno debutta una giovane studentessa cui faccio il mio sentito in bocca al lupo per un futuro di sapienza e soddisfazioni.

La crisi finanziaria meriterebbe approfondimenti, ma oggi leggendo il giornale ho pensato molto al mio Professore di Economia Politica, Giovanni Caravale. Ho avuto l'onore di essere suo allievo nell'ormai lontano anno accademico 1988-1989, all'immediata vigilia della caduta del muro di Berlino e dell'avvento del pensiero unico liberista. Era un professore che amava Keynes e che faceva innamorare della materia che insegnava. Alcune sue lezioni sono rimaste nell'anima e nel cuore, ne ricordo una in particolare.

Una nella quale dall'inizio alla fine riuscì a imprigionare le centinaia di studenti che affollavano l'Aula B di Scienze Politiche parlando di Keynes e in particolare con una chiusura che descriveva l'economista come colui che doveva saper coniugare conoscenza dei meccanismi economici con quella della matematica, del diritto, della storia, della sociologia. Senza perdere mai il contatto con la realtà.Ricordo ancora con commozione l'applauso fragoroso al termine della lezione. Un professore come Caravale vale assolutamente la fatica di una laurea .

Probabilmente gli economisti di oggi devono recuperare questa capacità di analisi, perchè quello che è accaduto negli Stati Uniti dimostra che c'è qualcuno che ha pensato di costruire qualcosa fuori della realtà e che questo castello di carta fatto di carte truccate sta cadendo.

Berlusconi è un premier che ama costruire attraverso i media di cui è padrone una realtà dove molti italiani sembrano trovarsi a proprio agio. Una realtà fatta di problemi enormi risolti in poco tempo ma che in realtà restano tutti da risolvere. Napoli, Alitalia, ora la crisi finanziaria.

I castelli di carta crollano e il prezzo del crollo purtroppo non lo pagano i maghi ma le vittime della truffa ed i cittadini, chiamati con i loro soldi pubblici a coprire il prezzo dei crolli di questi castelli.

Per questo, per puntare la luce sui castelli di cartapesta e per ribadire i principi migliori della nostra costituzione, in primis l'Art. 3 sull'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, prenderemo le firme per un referendum per abrogare la Legge Alfano che garantisce impunità ai potenti d'Italia. Mi auguro che la consulta ne riconosca la palese incostituzionalità, ma in ogni caso prendere le firme è un'azione di difesa dei principi essenziali di legalità e democrazia che in Italia questo governo e questo ministro stanno calpestando.

Chiudo con la solidarietà piena a Margherita Granbassi, che ora i vertici dei Carabinieri vorrebbero censurare dalla partecipazione alla trasmissione di Santoro Annozero.Sono certo che se fosse andata a Porta a Porta a dire a Berlusconi che da lui si farebbe toccare tranquillamente nessuno avrebbe avuto niente da ridire... Forza Margherita, difendi la tua libertà da un regime che pian piano le abolisce riempendosene la bocca a parole..

 

granbassi

postato da: poscente alle ore 20:46 | link | commenti (4)
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martedì, 30 settembre 2008

Alitalia viene presentata come il miracolo di Berlusconi quando è un capolavoro dei disastri sulle spalle dei cittadini.

La propaganda, fatta di un esercito di servi pennivendoli che costituiscono la maggioranza di coloro che fanno finta di fare i giornalisti in Italia, si scatena.

Ieri sera ho visto il teatrino di Porta a Porta condotto da Bruno Vespa su Rai1. C'era Colaninno, Presidente CAI, che ha sostanzialmente dimostrato di essere interessato principlamente e naturalmente al ritorno economico del suo investimento, che per me ci sarà con la vendita progressiva ad Air France o Lufthansa di quel che resta dell' Alitalia risanata a spese del cittadino.

Bonanni, Cisl, emblema del sindacato ormai addentrato nei meccanismi di potere. E' stato una vergogna ascoltarlo, prono alla logica del potente, senza un minimo di distinzione da chi ha portato al fallimento Alitalia che viene svenduta a CAI scaricando i debiti sullo Stato.

postato da: poscente alle ore 17:15 | link | commenti
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venerdì, 26 settembre 2008

Mentre negli Stati Uniti continuano a fallire Banche importanti, l'ultima delle quali è Washington Mutual, in Italia sembra che l'unica azienda in crisi sia Alitalia.

La solita sceneggiata è andata in onda ieri sera quando le tre reti RAI dedicavano le loro trasmissioni alla vicenda della compagnia aerea che è in rosso da 20 anni e i cui debiti fino ad oggi sono stati pagati dallo Stato che quindi ha usato un fiume di denaro per i debiti Alitalia e non lo ha potuto usare per scuole, ospedali, servizi, infrastrutture.

La cosa più sconvolegente è che passa nel silenzio assoluto un fatto inequivocabile.

Se l'Alitalia oggi si salva non è grazie al governo, all'opposizione o ai sindacati, ma grazie ai cittadini italiani che silenziosamente accettano tacitamente di coprire con il loro denaro i debiti di Alitalia.

Ai 300 milioni di Euro "prestati" dallo Stato a maggio si stanno per aggiungere quindi circa un miliardo e 500 milioni di Euro che noi siamo chiamati a pagare per non vedere fallite numerose aziende fornitrici di Alitalia che attendono il saldo del debito per tirar su bilanci che vanno male. Ancora nessuno mi ha poi speigato se vanno o meno aggiunti a questo miliardo e 800 milioni anche il miliardo e cento milioni che pare abbia Air One di debiti. Se fosse così, avremmo un bel 2 miliardi e novecento milioni di Euro di debiti che ci arrivano tutti sul groppone attraverso tasse e debito pubblico che pagheremo a suon di tagli su scuola e sanità, inflazione, e che naturalmente pagheranno le future generazioni.

Se aggiungiamo a questa cifra il miliardo e settecento milioni di Euro che sarebbero entrate nelle casse dello Stato a primavera se Berlusconi non si fosse opposto alla vendita ad Air France, per la questione vuota e inutile dell' "italianità" che mascherava solo la volontà di fare guerra a Prodi ed evitare una soluzione del problema, abbiamo UN COSTO FINALE DI QUESTO SALVATAGGIO DI QUATTRO MILIARDI SEICENTO MILIONI DI EURO.

Non ho ancora messo nel computo il costo dei sette anni di cassa integrazione all'80% dello stipendio che avranno gli esuberi Alitalia. Se mai diventassi esubero, annuncio la mia manifestazione rivoltosa davanti a Palazzo Chigi per chiedere, in base all'Art. 3 della costituzione, il medesimo trattamento.

TUTTO CIO' VIENE PRESENTATO COME SALVATAGGIO. IO LO CHIAMEREI UN DISASTRO, UNA PORCATA, UN CAPOLAVORO DI INCOMPETENZA SULLE SPALLE DEI CITTADINI.

 

postato da: poscente alle ore 10:12 | link | commenti
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domenica, 21 settembre 2008

Questa sera ad Ostia, cittadina a 5 km. dall'aeroporto di Fiumicino dove vivono centinaia di famiglie che campano di alitalia e aeroporto di fiumicino, abbiamo organizzato insieme ai lavoratori un sit in fiaccolata. C'è stata una grande partecipazione, anche di cittadini comuni. C'erano tanti lavoratori precari, persone che da anni vivono con contratti temporanei e hanno mutui da pagare e figli da crescere.
Tanti di loro hanno votato a destra. L'assessore del municipio in mano alla destra ha subito una durissima contestazione.
Ho parlato con tanti di loro, distribuendo candele che simboleggiavano una speranza. Famiglie intere, persone reali che lottano per la dignità del lavoro. La crisi Alitalia è una delle tante in un paese in recessione dove premier e tremonti prendono una toppa dopo l'altra.
Credo che in questo movimento di lotta per il lavoro ci sia la nuova sinistra che deve nascere in questo paese. In una serata come oggi ho visto voglia di unirsi e cercare insieme un futuro migliore.
Manca il partito capace di rappresentare questo.Lo costruiremo. Inutile dire che dell'attuale PD non c'era nessuno e l'uscita di Letta è stato un autogol di quelli davvero dilettanteschi. Domani mattina manifestano a piazza della repubblica tanti lavoratori dell'informatica, che a Roma sta vivendo un momento difficile con le istituzioni che fanno finta di non vedere...
L'autunno è appena iniziato e credo sarà davvero uno dei più difficili per noi lavoratori, chiamati per l'ennesima volta a pagare il prezzo delle scelte scellerate dei potenti..
postato da: poscente alle ore 21:55 | link | commenti (2)
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