Dopo l’ennesima tragedia sfiorata all’incrocio tra Via della Pineta e via della Vittoria Sinistra Democratica rilancia l’allarme sicurezza sulle strade cittadine.
Stamattina alle 8,30 c’è stato un brutto incidente tra due autovetture all’incrocio tra Via della Pineta e Via della Vittoria . Una delle automobili si è ribaltata più volte e se sull’attraversamento pedonale ci fossero stati dei pedoni la tragedia sarebbe stata terribile.
Per una serie di coincidenze casuali alla fine ci sono stati solo due feriti ma quell’incrocio da tempo va messo in sicurezza, denuncia Gianluca Poscente, esponente del movimento Sinistra Democratica di Ostia Lido, che ha assistito all’ennesimo scontro in uno degli incroci che, ricorda l’esponente di sinistra democratica, ha il maggiore tasso di incidenti annuali di tutta la capitale d’Italia.
“Sulle strade della nostra città si combatte una guerra che quotidianamente lascia morti e feriti. E’ la guerra del traffico, della velocità, della guida spericolata, degli incroci pericolosi. Le strade di Ostia e del nostro municipio stanno diventando un triste cimitero di mazzi di fiori, sciarpe, foto con dediche. Chiediamo una tregua, come per un conflitto vero e proprio che avviene nel silenzio e nell’indifferenza colpevole di cittadini e istituzioni.
Cominciamo ad imporre la “tregua” nei punti più pericolosi. A Ostia gli incroci intorno al Parco di via Pietro Rosa necessitano di un intervento urgente di messa in sicurezza che va fatto con la massima urgenza, e sottolineo il concetto: massima urgenza. Ogni giorno madri e bambini che vanno al parco a piedi e migliaia di automobilisti rischiano la vita transitando i quegli incroci maledetti.
Non è giusto che si debba sempre intervenire dopo il morto o i morti che possono esserci ancora. Sabato mattina quindi saremo presenti con un presidio dalle 10,30 in poi all’incrocio maledetto tra Via della Pineta e Via della Vittoria e chiamiamo a partecipare tutti i cittadini e le associazioni interessate, oltre che naturalmente consiglieri municipali ed esponenti delle istituzioni.
Chiediamo la messa in sicurezza degli incroci con segnaletica orizzontale e verticale più visibile, con una rotatoria che in un primo momento può essere installata anche con procedura d’urgenza in poche ore con barriere in plastica, e poi rialzi stradali che rendano necessario rallentare per transitare a questi incroci.
Chiediamo anche un maggiore controllo da parte dei Vigili Urbani e delle forze di pubblica sicurezza su comportamenti che avvengono nella sostanziale impunità mettendo a rischio la vita di persone innocenti: automobili che sfrecciano a tutta velocità nelle strade cittadine, automobilisti che parlano con il telefonino in mano e soprattutto un comportamento incivile come quello di non rispettare le strisce pedonali. Ad Ostia il pericolo principale per un bambino che esce di casa solo non sono rapimenti o violenze, ma un gesto semplice e normale come dovrebbe essere quello di attraversare la strada sulle strisce.
Ci aspettiamo dalle istituzioni un sostegno a queste idee e sabato mattina continueremo la nostra iniziativa per la sicurezza sulle strade con il presidio dalle 10,30 all’incrocio tra via della vittoria e via della pineta ad Ostia.
Lo so, in questo blog si parla poco di calcio ma quando se ne parla si celebrano campioni. Oggi celebro l'onestà e lo stile di Roberto Donadoni, CT della nazionale che in due anni ha preso un gruppo di campioni del mondo per una serie di colpi di fortuna e lo ha portato agli europei, nonostante abbandoni e un calcio che della nazionale si ricorda solo sotto mondiali ed europei e guarda alla selezione come ad un fastidio quando si giocano campionati e coppe straricche...

Il mio applauso a Roberto Donadoni e il mio disprezzo condizionato a Marcello Lippi. Disprezzo condizionato alla verità delle voci che dicono che sarebbe già d'accordo per la successione a Donadoni. Se fosse vero Lippi sarebbe davvero il peggiore degli avvoltoi gufi, il suo ritorno sarebbe un comportamento indegno dello sport , una macchia indelebile che si aggiungerebbe alle tante troppe macchie che ormai insozzano questo business vestito da sport chiamato calcio.
Torniamo alla politica, domani presento all'assemblea di sinistra democratica questo ordine del giorno sui rifiuti.

L’emergenza rifiuti è un dramma che non riguarda solo Napoli e la Campania.
Un’emergenza dove è palese il legame tra emergenze ambientali e degrado morale della politica, dove si innestano interessi fortissimi delle criminalità organizzate. Un terreno dove Sinistra Democratica deve giocare un ruolo di denuncia ed iniziativa forte.
Roma, la capitale del paese, è in emergenza rifiuti dal 1999. L’ennesimo piano rifiuti presentato dalla Regione Lazio ancora non dà certezze su una delle principali questioni, la chiusura definitiva della discarica di Malagrotta, discarica di proprietà privata che secondo i criteri europei dovrebbe essere già chiusa ,ma che ancora oggi a colpi di proroghe su proroghe e di ampliamenti progressivi evita che migliaia di tonnellate di immondizia possano restare per le strade della capitale del paese.
Riteniamo che Sinistra Democratica debba rilanciare con un’iniziativa forte a tutti i livelli la mobilitazione su questo tema fondamentale tenendo presente che i punti fondamentali di una politica dei rifiuti siano: una raccolta differenziata ai livelli delle città europee più avanzate e una politica efficace per la riduzione della quantità di rifiuti prodotta.
Scorrendo le pagine del nuovo piano della regione ci si accorge che per molti versi siamo ancora indietro.
Dopo quasi 10 anni di emergenza rifiuti la raccolta differenziata nella Regione Lazio è al 10% e anche Roma, tranne i pochi Municipi dove si fa la raccolta differenziata porta a porta, non si discosta molto da questa cifra. La percentuale obiettivo del nuovo piano per la raccolta differenziata è del 50%. Sembrerebbe una percentuale da libro dei sogni guardando la realtà odierna ma è raggiungibile solo se si assumono provvedimenti di efficacia adatta a una situazione di emergenza quale quella che vivono il Lazio e Roma che rischiano di ripetere la situazione vista a Napoli.
Sinistra Democratica chiede un’iniziativa comune e a tutti i livelli insieme alle forze associative e a quelle politiche della sinistra per fare della questione rifiuti una questione centrale nel dibattito sulla città e sul suo futuro.
Sui termovalorizzatori occorre prendere atto che questi sono impianti che generano profitto ai privati che li gestiscono solo perché assistiti dal CIP6, il denaro dei cittadini che dovrebbe essere destinato alle energie rinnovabili. Inoltre l’inceneritore non brucia solo rifiuti rilasciando polveri potenzialmente dannose alla salute, ma produce anche il 30% di rifiuti di scarto sotto forma di cenere il cui smaltimento è molto più complesso e costoso del rifiuto non trattato.
Di conseguenza il termovalorizzatore o inceneritore, comunque si voglia chiamare, è da considerare uno strumento poco efficiente e poco efficace per la soluzione del problema rifiuti, che passa necessariamente per un aumento della raccolta differenziata e per una diminuzione della quantità di rifiuti prodotta.
A proposito di energie alternative riteniamo che Sinistra Democratica a Roma debba promuovere insieme alle forze della sinistra una campagna contro il nucleare che il Governo vuole reintrodurre nonostante il costo elevatissimo di questa scelta, i tempi lunghi della sua attuazione, l’obsolescenza della tecnologia utilizzata e soprattutto i pericoli e i costi a lungo termine di questa.
Nel mondo oggi si produce più energia con l’eolico che con il nucleare. Il futuro quindi è nelle energie rinnovabili e nella ricerca su queste, su cui l’Italia è indietro rispetto alla maggioranza dei paesi europei. Anche su questo aspetto poi dobbiamo portare avanti un’altra cultura, quella del risparmio dell’energia e di un uso più moderato di questa. Una cultura di rispetto del pianeta e della limitatezza delle risorse in netto contrasto con la cultura del consumo spinto e senza limiti che caratterizza le società contemporanee.
Per questo tipo di campagne i mezzi di comunicazione, Tv in testa, sono essenziali e potrebbero davvero svolgere una funzione di servizio pubblico che sembrano ormai aver messo in secondo se non terzo piano.
Aiuti di Stato.
E' stato convertito in legge il decreto per il prestito ponte da 300 milioni di euro a Alitalia. Lo riporta il quotidiano "Il Giornale" di oggi che precisa anche che, il decreto, durante il passaggio alla Camera, ha subito alcune aggiunte. Una in particolare concerne la possibilità di trasformare, in caso di riduzione del capitale della compagnia sotto il minimo consentito dalla legge, il prestito in patrimonio netto.
Mentre si attende l'arrivo dei finanziatori per salvare la compagnia da Bruxelles è arrivata la stoccata alla gestione del dossier da parte dell'amministratore delegato della Iata, Giovanni Bisignani che all'Ansa ha dichiarato: «Non aver concluso l'accordo con Air France è stata una follia (di conseguenza per Bisignani chi ha fatto saltare questa trattativa, Berlusconi, ha commesso una follia, ndr ). Così - ha aggiunto - l'unica soluzione per salvare Alitalia in questo momento «è quella dell'amministrazione controllata». «Serve al più presto un commissario straordinario - ha detto Bisignani a margine di un convegno organizzato a Bruxelles dalla Sita - che tagli il più possibile (!!!!! ndr) per rendere più sostenibile una situazione finanziaria drammatica, anche a causa del gasolio sempre più caro».
"Berlusconi sta portando avanti una strategia criminale studiata a tavolino''. Lo afferma il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio di Pietro, che spiega: ''Passo dopo passo, il presidente del Consiglio ha pensato a come potersi liberare dei giudici di Milano. Prima ha proposto la sospensione dei processi per basso allarme sociale, adducendo come fine quello di dare precedenza ai piu' gravi, poi, con una lettera a Schifani - prosegue Di Pietro - ha attaccato direttamente i giudici e, infine, ha ricusato il giudice Nicoletta Gandus. Una strategia studiata nei dettagli per bloccare il processo che lo riguarda". "Ma tutti sanno - conclude Di Pietro - che coloro che si adoperano per fermare i processi sono i criminali''.
Sono stradaccordo con Di Pietro.
Siamo davvero a qualcosa da regime sudamericano anni 70. Una vergogna per un paese civile avere un premier con una sfilza di processi che farebbero dimettere un amministratore di condominio e un popolo che si beve le sue menzogne...
Spero che questo blog resti ancora aperto per tanto tempo, e come questo i blog che costituiscono al momento l'UNICA voce dell'opposizione in questo paese.
Le televisioni ormai sono nelle mani del padrone dell'Italia che in Parlamento e al Governo ha piazzato i suoi pupazzi, la schiera di servi che si prepara a far uscire definitivamente dal novero delle nazioni civili il nostro paese.
Il disegno di legge per vietare l'uso delle intercettazioni telefoniche è davvero un insulto al principio di legalità, tanto quanto l'indulto che il Parlamento votò compatto maggioranza e opposizione e le cui strannunciate disastrose conseguenze si sono abbattute solo su Prodi e non anche su Berlusconi che ne fu tra i promotori più interessati.
Ci raccontano che le intercettazioni non sono poi tanto usate in paesi come gli Stati Uniti. Ricordo a questi ignoranti che negli States specie dopo l'11 settembre non solo le intercettazioni telefoniche sono state una prassi e uno strumento strautilizzato, ma addirittura hanno inventato un motore di ricerca che controllava tutta la posta elettronica su internet allo scopo di avere informazioni utili. Per non parlare di Guantanamo e della sospensione dei diritti fondamentali che questo paese ha subito e continua a subire sperando che Obama cambi la situazione.
La legge per la sospensione dei processi a carico di alte cariche è la riproposizione del Lodo Schifani che abbiamo combattuto con una raccolta di firme e che la Corte costituzionale ha bocciato per la lesione del principio di eguaglianza di fronte alla legge, l'Art. 3 che questo blog continuamente dichiara essere suo principio ispiratore.
La legge per evitare l'applicazione del diritto e la messa di Rete4 sul satellite a vantaggio del legittimo titolare della concessione, Europa7, è l'ennesima dimostrazione delle ragioni personali dell'impegno politico di Berlusconi . La politica come strumento di business. Una lezione che hanno appreso in tanti, anche nel centro sinistra.
Dobbiamo prepararci ancora una volta a resistere, resistere, resistere. Abbiamo idee giuste per la libertà e il futuro del nostro paese. Teniamole sempre a mente e diffondiamole con gli strumenti a nostra disposizione.
Venerdì 20 chi vuole è invitato dalle 17,00 ad Ostia Antica, centro sociale Longarina a un'assemblea del movimento Sinistra Democratica del Municipio 13.
NO ALL’APERTURA DOMENICALE DI VIALE DELLA VILLA DI PLINIO!
SI ALL’ISOLA PEDONALE!
DOMENICA 15 GIUGNO ORE 10
MANIFESTAZIONE – HAPPENING IN DIFESA DELL’ISOLA PEDONALE DI CASTEL FUSANO
appuntamento all’incrocio tra
Viale della Villa di Plinio e Viale Mediterraneo
I cittadini, gli ambientalisti, gli sportivi di Ostia organizzano una mattinata di presenza pacifica nella pineta di Castel Fusano per protestare contro la decisione della giunta del XIII Municipio di riaprire al traffico veicolare domenicale Viale della Villa di Plinio, cancellando
un’importante isola pedonale istituita sin dal 1993.
Tale riapertura, oltre a privare i cittadini del XIII Municipio e di tutta Roma di una della più belle e frequentate isole pedonali della regione, punto di ritrovo domenicale di migliaia di famiglie, sportivi, giovani ed anziani, renderà ancora più vulnerabile
un ampio tratto della pineta al pericolo di incendi.
PARTECIPA ANCHE TU IN DIFESA DELLA NOSTRA PINETA!
"Roma diventerà un’altra Napoli"
Questo il titolo della Stampa di ieri
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200806articoli/33575girata.asp
che riprende concetti che da mesi su questo blog vengono ripetuti dal sottoscritto.
A Roma siamo in emergenza rifiuti dal 1999, tra pochi mesi celebriamo il decennale e al momento Malagrotta, l'unica discarica della capitale, non ha un' alternativa.
Secondo i criteri europei questa discarica privata è satura e va chiusa e ne va individuata un'altra. Purtroppo un'altra Malagrotta non c'è perchè in tutti questi anni nessuno si è mai preoccupato di trovarne un'altra sicuri che la discarica privata del Sig. Cerroni, uno degli uomini più ricchi della capitale per questo, avrebbe accolto rifiuti in eterno...
Al momento Roma produce 4500 tonnellate di rifiuti al giorno e la raccolta differenziata è ancora a livelli irrisori. Solo in alcuni municipi è partita seriamente.
A fine ottobre in teoria Malagrotta dovrebbe chiudere, ma appare una missione impossibile quella di trovare un'alternativa degna di questo nome per quella data.
E' un disastro annunciato, un'emergenza che stiamo per vivere, quella della capitale inondata di immondizia. Gli inceneritori attivi e quelli previsti comunque non risolvono il problema rifiuti, oltre ad aggravare le emergenze sanitarie conseguenti all'aumento di tumori e patologie varie per i veleni che rilasciano questi apparati. Tra l'altro gli inceneritori producono cenere che va smaltita in una discarica speciale in quanto residuo molto più pericoloso per la salute dei normali rifiuti stoccati in una discarica normale.
La soluzione migliore praticabile è quella di una nuova discarica e della raccolta differenziata. Ma per questo avremmo bisogno di una campagna seria che in un paese civile verrebbe fatta da ieri, a quasi 10 anni dall'inizio dell'emergenza rifiuti. Ma questo non è un paese civile.
Premesso anche che questa situazione è figlia dell'assenza di una cultura ambientale nella classe dirigente impegnata nell'arricchimento personale più che a quello pubblico e della crisi civile del paese che ha fatto dimenticare anche alle associazioni ambientaliste il cuore della loro missione, è il momento di mobilitare tutte le forze sane per prevenire il disastro imminente.
Chiamiamo per quello che possiamo fare a un incontro persone che stanno lavorando o desiderano lavorare su questo e chiediamo di rendere conto di cosa stanno facendo.
Chiediamo una campagna straordinaria per la raccolta differenziata, fatta di spot a tamburo battente, di pellegrinaggi casa per casa, condominio per condominio, a insegnare la raccolta differenziata.
Questa campagna costerebbe un decimo di quello che andremo a spendere per l'emergenza che stiamo per vivere nella capitale. probabilmente però ha ragione Naomi Klein che nel suo ultimo libro "il capitalismo delle emergenze" sottolinea come i guadagni più facili si facciano sulle emergenze. Questo è il motivo fondamentale per cui stiamo per andare al disastro a Roma. Per i guadagni che si preparano a fare i comitati di affari che governano la città e il paese.

Intercettatemi pure.
Questa legge per vietare le intercettazioni telefoniche ai giudici per indagini su reati gravi come corruzione, omicidio, rapina, ecc. è davvero l'antitesi della destra. L'antitesi della destra come sempre ce lo avevano insegnato: la destra vuole legge ed ordine, con l'uso di tutti i mezzi.
Questa legge invece togliendo ai giudici una possibilità di indagine porterà in breve tempo la percentaule di reati puniti in Italia dal 10% all'1%. Praticamente saranno puniti solo coloro colti in flagranza di reato o rei confessi.
Il neo ministro della giustizia Alfano appare davvero come una perfetta marionetta di Berlusconi, se non fosse la realtà la sua recita sarebbe quella di un attore comico perfetto per ridere in uno di quei film che inducono a riflettere sul dramma dell'esistenza e sulla miseria dell'essere umano.
Oggi auguriamoci che ad Ostia si ragioni sul destino della pineta di Castelfusano in modo serio e senza barriere. Vi farò sapere dell'esito dell'incontro con il Presidente Vizzani.
Aria di rivoluzione…
Con in testa le note di questa bella canzone del primo Battiato anni ’70 oggi sulla metro leggevo un bellissimo articolo su internazionale di questa settimana che riguarda il futuro della società occidentale con il petrolio avviato inesorabilmente verso quota 200 dollari al barile. I prossimi anni saranno rivoluzionari, prepariamoci a cambiare e di molto il nostro stile di vita.

A favore dei lavoratori di Alitalia che risulteranno in esubero ci sarà una "protezione intensa".Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a margine del convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria.
“Protezione intensa”, mi piacerebbe sapere cosa significa e soprattutto vedere questa protezione intensa verso i tanti licenziati presenti e futuri che spesso vanno in esubero e poi vengono licenziati nel silenzio.
Ovviamente si inizia a preparare il terreno alla ristrutturazione della compagnia aerea, mentre le manovre per trovare acquirenti sembrano ancora al palo, anche se io credo sia pronta la fantomatica cordata che attende serena la bocciatura del prestito da parte di Bruxelles, il conseguente fallimento della compagnia e quindi la possibilità concreta di speculare comprandosi Alitalia a due soldi, ristrutturarla e poi rivenderla ad Air France o Lufthansa e farci sopra un bel po’ di soldi da spartirsi tra tutti i protagonisti di questa storia dell’orrore il cui prezzo sarà pagato come sempre da lavoratori e cittadini contribuenti.
Qualcuno avverta che i tempi cambiano anche il neo Presidente del 13 Municipio del Comune di Roma il Sig. Vizzani che, per marcare il ritorno al passato che la sua amministrazione esprime, come primo provvedimento ha eliminato una delle poche cose buone che c’erano a Ostia, la chiusura domenicale della pineta di Castelfusano al traffico veicolare privato. c'è addirittura chi parla di riorganizzare gare automobilistiche in pineta come 50 anni fà...

Il petrolio va a 200 dollari al barile, le città devono essere ripensate per poterne garantire una vivibilità nuova e adeguata ai tempi , le campagne elettorali si fanno blaterando di ambiente ma alla fine la sostanza esce fuori. Una sostanza fatta di pensiero gretto e semplicistico, di soluzioni vecchie ed inadeguate, di scarsa propensione a costruire un futuro migliore e più civile.
Anche la protesta semplice con il NO alla riapertura non basta, rischia di avere il fiato corto. Se il motivo per cui la pineta si riapre al traffico è quello del traffico sul lungomare e della scarsità di vigili a disposizione sul territorio a questo punto rilanciamo chiedendo il raddoppio del lungomare costruendo un ponte che colleghi Via dell’Aquilone e Via delle Quinqueremi con relativa ristrutturazione della rete viaria con una pista ciclabile attrezzata.
A quel punto si può tranquillamente chiudere la pineta ad ogni tipo di traffico 7 giorni su 7 utilizzando il lungomare e le vie interne come vie di transito veicolare e sviluppando la pineta nella sua funzione di polmone verde e di zona di ricreazione libera da inquinamenti e da fenomeni quali la prostituzione e l’uso come discarica abusiva.
I vigili urbani sarebbero liberi di essere dislocati in punti critici del territorio, tra cu il lungomare, e la pineta sarebbe finalmente quel cuore verde di cui una metropoli come quella del quadrante Ovest della capitale ha bisogno.
Nel frattempo che si costruisce questo secondo ponte sul lungomare, sperando di essere vivi per vederlo, possiamo pensare a mantenere la chiusura della pineta utilizzando magari gli ausiliari del traffico, i dipendenti della STA che dopo la riconversione in atto delle strisce blu possono essere impiegati in compiti come quello di regolare la domenica il passaggio di ambulanze ed autobus. Oppure mettendo barriere che si alzano con un semplice telepass installato sui mezzi che possono passare...